Il dito irriverente di Bornacin
Una volta per spiegare scelte contraddittorie si usava dir che la mano destra non sapeva quello che faceva la sinistra. Oggi, nell’era dei leoni da tastiera, non si può parlare più di mani ma di polpastrelli o dita, autori o autrici di digitazioni talvolta inspiegabili sotto al diluvio di post delle pagine social. Vittima a sua insaputa, proprio come l’ex ministro ligure Claudio Scajola, il suo sodale ed ex senatore Giorgio Bornacin, esponente storico dell’estrema destra genovese, con un passato quindicennale fra i banchi del consiglio regionale e qualche legislatura come parlamentare.
Inspiegabile anche per lui la pulsione di una delle sue dita che ha pigiato sulla condivisione di un post, udite udite, della ex deputata europea Dem Debora Serracchiani, attualmente presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Un post pro terremotati per lanciare la raccolta fondi del Pd. Devono essere stati alcuni amici e sostenitori di Giorgio Bornacin a segnalargli l’incongruità della sua scelta, visto che, proprio a sua insaputa, il post è comparso sulla sua pagina Facebook, in mezzo a nostalgie vintage, a esultanze per i risultati dei bianconeri di Allegri e invettive antinerazzurri, a immagini di lontane vittorie coloniali dell’esercito dell’impero italiano e di sacre immaginette di madonna e santi . Una condivisione causata probabilmente da un irriverente struscio sulla sua tastiera di una delle sue dita. E Bornacin, che visti i suoi trascorsi al seguito di Giorgio Almirante, è uomo d’onore ieri ha chiesto scusa a tutti con uno stringatissimo messaggio social “Preciso che non ho mai condiviso il post della Serracchiani. Non so come sia capitato”. Naturalmente i suoi amici si sono scatenati, pur dimostrando una certa comprensione. Amici che lo hanno subito giustificato con un semplice “mi pareva strano” inducendolo a ricordare una vecchia battuta di Cochi e Renato dei tempi d’oro”Come Cochi e Renato : e mi pareva strano ma strano strano strano”. Poi un suo sostenitore ha deciso di calcare la mano “pareva strano, anche perche i soldi dati al PD spariscono senza pudore, anche nelle calamità naturali” , dando la stura ad un intervento polemico dal tono minaccioso “Quanti problemi x quel Post. Quanta gente hai scioccato con quella condivisione. ..Tranquilli invece di scrivere tante Cazzate cerchiamo di collaborare con la Serracchiani che è la più seria … e i soldi non vanno persi… non come in passato con altri Partiti …. mi capisci Giorgio e Company”. Al di là’ della punzecchiatura invadente cui nessuno se l’e’ sentita di replicare polemica comunque archiviata. E se nei prossimi giorni scopriste qualche like malandrino o altrettanto malandrina condivisione con i tifosi dell’Inter per ora in gramaglie, sappiate che Giorgio Bornacin, a maggior ragione in materia di tifo calcistico non è un voltagabbana. È soltanto titolare di un polpastrello irriverente. Non allineato, insomma.

Inspiegabile anche per lui la pulsione di una delle sue dita che ha pigiato sulla condivisione di un post, udite udite, della ex deputata europea Dem Debora Serracchiani, attualmente presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Un post pro terremotati per lanciare la raccolta fondi del Pd. Devono essere stati alcuni amici e sostenitori di Giorgio Bornacin a segnalargli l’incongruità della sua scelta, visto che, proprio a sua insaputa, il post è comparso sulla sua pagina Facebook, in mezzo a nostalgie vintage, a esultanze per i risultati dei bianconeri di Allegri e invettive antinerazzurri, a immagini di lontane vittorie coloniali dell’esercito dell’impero italiano e di sacre immaginette di madonna e santi . Una condivisione causata probabilmente da un irriverente struscio sulla sua tastiera di una delle sue dita. E Bornacin, che visti i suoi trascorsi al seguito di Giorgio Almirante, è uomo d’onore ieri ha chiesto scusa a tutti con uno stringatissimo messaggio social “Preciso che non ho mai condiviso il post della Serracchiani. Non so come sia capitato”. Naturalmente i suoi amici si sono scatenati, pur dimostrando una certa comprensione. Amici che lo hanno subito giustificato con un semplice “mi pareva strano” inducendolo a ricordare una vecchia battuta di Cochi e Renato dei tempi d’oro”Come Cochi e Renato : e mi pareva strano ma strano strano strano”. Poi un suo sostenitore ha deciso di calcare la mano “pareva strano, anche perche i soldi dati al PD spariscono senza pudore, anche nelle calamità naturali” , dando la stura ad un intervento polemico dal tono minaccioso “Quanti problemi x quel Post. Quanta gente hai scioccato con quella condivisione. ..Tranquilli invece di scrivere tante Cazzate cerchiamo di collaborare con la Serracchiani che è la più seria … e i soldi non vanno persi… non come in passato con altri Partiti …. mi capisci Giorgio e Company”. Al di là’ della punzecchiatura invadente cui nessuno se l’e’ sentita di replicare polemica comunque archiviata. E se nei prossimi giorni scopriste qualche like malandrino o altrettanto malandrina condivisione con i tifosi dell’Inter per ora in gramaglie, sappiate che Giorgio Bornacin, a maggior ragione in materia di tifo calcistico non è un voltagabbana. È soltanto titolare di un polpastrello irriverente. Non allineato, insomma.
Perciò la morale da destra a sinistra o da sinistra a destra, confini ideologici di cui già Giorgio Gaber a suo tempo aveva parlato di superamento.
Morale 1) da destra a sinistra: Il sonno è di destra, il sogno di sinistra… Votate per una lucida insonnia.
(Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994)
Morale 2) da sinistra a destra: Un vecchio trucco politico: “Se non riesci a convincerli, confondili”
(Harry S. Truman)
(Harry S. Truman)
Il Max Turbatore


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